> MANTOVA VERSO IL PARTITO DEMOCRATICO <

 

Con il Partito Democratico un'Europa davvero unita  

 

Il Partito Democratico, da più parti invocato come evoluzione e sbocco dell'Ulivo, è necessario - a mio avviso - anche per stimolare e favorire il conseguimento dell'unità politica europea.

Il carattere distintivo dell'Europa è - oggi - quello della sua assenza.

Assenza nelle zone di crisi internazionali, assenza nella guida del processo di globalizzazione, assenza nello scenario energetico mondiale.

Gli Stati nazionali europei possono essere presenti, ma essi hanno già perduto - e più perderanno - gran parte del loro peso specifico sulla scena globale.

Lamentare l'assenza dell'Europa a livello internazionale non significa invocare un ruolo di gendarme armato, ma significa auspicare un ruolo di persuasore/dissuasore. Secoli di guerre e di contrasti politici, economici, territoriali e religiosi consentirebbero all'Europa - se essa parlasse con una sola voce - di farsi ascoltare presso i Paesi in via di sviluppo, per evitare loro di incamminarsi sulla via già percorsa dal nostro continente e fatta di guerre, di sopraffazioni e di totalitarismi. Una via che - oggi più che ieri - conduce fatalmente alle crisi internazionali.

L'Assenza dell'Europa dalla guida sia del processo di globalizzazione, sia della politica energetica mondiale lascia gli Stati del continente in balia degli eventi. Le relativamente piccole dimensioni e le rivalità reciproche rendono il singolo stato incapace di sfruttare gli aspetti positivi della apertura dei mercati, incapace di assicurarsi la sicurezza nei rifornimenti di gas e petrolio, vittima designata delle implicazioni negative delle vicende internazionali.

Pertanto, ritengo sia una necessità e un dovere morale - verso sé stessa e verso la comunità internazionale - che l'Europa realizzi al più presto l'unità politica continentale.

Ciò premesso, abbiamo anche noi - cittadini europei - una responsabilità: quella di chiederci cosa possiamo fare, in concreto, per contribuire al progetto dello Stato unitario europeo.

Da quando la Francia e l'Olanda hanno bloccato la Costituzione europea, l'Unione sembra procedere solo per forza d'inerzia. Quindi è necessario che le forze politiche prendano l'iniziativa di reclamare la ripresa del processo di unificazione.

In Italia, la forza politica che potrebbe assumere questo compito è il Partito Democratico. E dal momento che il compito cui esso sarà chiamato andrà a trascendere l'ambito nazionale, i costituenti dovranno compiere ogni sforzo perché il progetto non si incagli ed abortisca sul nascere.

Dovranno essere superate difficoltà di ogni ordine e grado, vere ed apparenti, per cui è mia opinione che si debba procedere per tappe e che la prima debba essere quella di dare al nuovo partito una struttura federale, lasciando al futuro l'eventuale abbandono di questa formulazione.

Tale struttura consentirebbe di superare le iniziali difficoltà legate all'affluire, in un unico partito, di tradizioni tra loro diverse (socialiste, cattoliche, federaliste e quante altre) e legate alle realtà contingenti - nazionali e locali - degli apparati ed delle organizzazioni dei partecipanti.

Questa forma di partito non sarebbe di alcun ostacolo all'eventualità di ricorrere alle elezioni primarie per la scelta di cariche e di candidature

Questi pensieri vogliono essere un contributo ed una sollecitazione per la nascita di una forza politica che, nei miei auspici, tanto dovrà e potrà fare per lo Stato federale europeo.

Pietro Aleotti
Partito Federalista Europeo

Suzzara, 15 giugno 2006