Nuovo Partito. Democratico ed europeo
Gli obiettivi del Partito Federalista Europeo sono lo Stato federale in Europa e partiti politici con un programma ed una organizzazione sopranazionali.
Noi riteniamo che il Partito Democratico possa essere uno strumento essenziale per il raggiungimento dei nostri obiettivi e pertanto ci siamo schierati con l'Ulivo, abbiamo partecipato alle recenti elezioni politiche e provinciali, ci adoperiamo per la nascita di questo nuovo partito
Già da tempo ci eravamo resi conto delle difficoltà che questo progetto avrebbe incontrato. Difficoltà a livello nazionale e locale ( in quanto si tratta di mettere insieme culture, organizzazioni ed apparati tra loro diversi) e difficoltà a livello europeo (in quanto si tratta di scegliere dove collocarsi tra i vari gruppi del Parlamento di Strasburgo).
Proprio in previsione di queste difficoltà, fin dall'inizio abbiamo suggerito di dare al Partito Democratico una struttura di federazione. La nostra proposta di federazione era fatta non per escludere la fusione &endash; dei vari partiti nel Partito Democratico &endash; ma per consentire comunque la nascita del nuovo soggetto politico nel caso in cui la fusione avesse incontrato ostacoli insormontabili.
Passando, poi, dalla forma alla sostanza, e cioè ai valori di base e programmatici del nuovo partito, noi riteniamo che la carta dei valori debba contenere le radici dei partecipanti e che il programma debba contemplare l'impegno per un'Europa politicamente unita sulla base dei principi del federalismo.
Per quanto riguarda il Parlamento di Strasburgo, noi sosteniamo che il Partito Democratico Europeo di Rutelli e del francese Bayrout ed il Partito del Socialismo Europeo debbano trovare un accordo per una integrazione, oppure per una fusione, oppure per una federazione. Comunque sia, essi devono trovare il modo di consentire sia ai Democratici di sinistra, sia alla Margherita, sia agli altri partecipanti di poter convivere nel medesimo raggruppamento parlamentare. E quest'unico raggruppamento parlamentare di Strasburgo dovrà diventare, quanto prima, un vero e proprio partito europeo, con un programma ed una organizzazione sopranazionali.
Qualunque nome si vorrà dare a tale partito, esso dovrà essere progressista, europeo e federalista.
Questo Partito Europeo del Progresso dovrà confrontarsi, a livello europeo, con il Partito Conservatore che nascerà attorno al Partito Popolare Europeo dopo che in esso sarà confluita Alleanza Nazionale, e in questo quadro il Partito Democratico sarà la sezione italiana del Partito Europeo del Progresso.
Questa nuova forza politica europea è stata preconizzata da lungo tempo. Leggiamo, infatti, nelle "Tre lettere federaliste" di Dacirio Ghidorzi Ghizzi, pubblicate con l'introduzione dei mantovani Cirillo Bonora e Gastone Negrini:
" se l'Europa &endash; sia pure fra immense difficoltà &endash; continuerà nel processo integrativo, man mano che questo processo si svilupperà, sorgerà anche una forza politica nuova, che sarà il nuovo animo, la sintesi di un grande evento storico, un moto di rinnovamento che comprenderà e fonderà in se stesso parecchi di quegli elementi che oggi sembrano inconciliabili e che ci dividono sul piano nazionale".
Sembra un pensiero scritto oggi ed invece risale a 50 anni fa, ed il nome che Ghidorzi Ghizzi aveva pensato per questa forza politica nuova era: Partito Democratico Europeo.
Mantova, 23 luglio 2006