Il Partito Democratico vede rosa
Associazione-Punto di Incontro e di Proposta
DELLA POLITICA AL FEMMINILE
PER IL PARTITO NUOVO, UNA FORZA DI REALE TRASFORMAZIONE DELLA POLITICA
Usiamo per questa nostra iniziativa la formula che opportunamente si usa per il partito democratico: non un nuovo partito, ma un partito nuovo. Parimenti diciamo, presentandoci, che questa non è una nuova associazione, bensì una associazione nuova.
Siamo donne delle diverse parti della nostra provincia, di tutte le età e di tutte le tradizioni culturali e politiche, innovative e riformiste della storia italiana e delle culture riformatrici del tempo nuovo che stiamo vivendo. Alcune di noi sono aderenti ai partiti, la maggior parte di noi no: né ad associazioni né a partiti, i quali pur riteniamo importanti. Speriamo nel partito nuovo e vogliamo aiutarne una nascita buona. Abbiamo pensato che va “colto il momento”: per dare un contributo e per vedere se si fa sul serio o si scherza nel darsi da fare a Roma, Milano, a Mantova nella costruzione del Partito Democratico Italiano.
Perciò accettiamo la sfida del momento ritenendo che il progetto del partito nuovo sia un fatto importante da costruire con saggezza e con forza intorno alle idee più profonde che stanno alla sua base e nella sua prospettiva:
a) incominciamo con la portata dell’impegno delle donne e della sua forza civile, umana, sociale, politica. Energie vere che danno un particolarissimo valore di equilibrio e di qualità alla crescita e alla modernizzazione della società; al partecipato impegno nel valore della famiglia in sé e nella comunità; al cambiamento autentico delle forme e della sostanza della politica, non tanto per smaschilizzarla, che pure è importante, ma soprattutto per darle tutte le forze che merita, ancora ampiamente inespresse per l’esclusione oggettiva o voluta delle donne, nel passato e nel presente.
Riconosciamo che tra le norme presenti negli atti immediati del processo verso il Partito Democratico la concreta scelta del 50% agli uomini e il 50% alle donne già nella “Costituente”, è un fatto di grande portata. Ma ci interessa ovviamente il quadro generale di riferimento. Così continuiamo con gli altri punti:
b) la autentica capacità di mettere insieme le diverse tradizioni culturali e politiche che hanno rappresentato le correnti innovative e riformiste italiane ed europee, e le nuove culture riformatrici dei tempi più recenti e presenti. Mettere insieme non significa per noi comprimere ma esaltare la portata più rilevante della esperienza di ognuna di loro, dalle culture del cristianesimo democratico, ai riformismi socialisti, alle culture liberali, repubblicane ed europeiste, alle culture della società globalizzata, alle culture della gratuità
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c) capacità di rappresentare le idee e le attese di innovazione e modernizzazione del sistema istituzionale, economico, civile, sociale
d) collegare l’impegno per la innovazione a 360 gradi, con l’impegno di giustizia a ogni livello;
e) concrete scelte di apertura alla partecipazione della società civile organizzata per prospettive di cambiamento. I partiti sono una parte importante dell’impegno nella comunità, ma la società è più vasta ed è esigente. I partiti non debbono pensare di essere tutto: si sono visti spesso i disastri di questa impostazione presuntuosa e talvolta arrogante. Partiti, società che si organizza e si esprime nelle forme della rappresentanza democratica e nei singoli soggetti, le forze della economia produttiva e del no profit, del lavoro, dell’impresa e delle professioni. Bisogna che la politica sappia ascoltare questo mondo, interpretarlo e camminare insieme; creare però forme forti e impegnative di iniziativa;
f) l’ apertura e la disponibilità reali devono essere testimoniate e vissute ovviamente anche nel comune cammino verso il partito democratico. Ognuno darà quello che può, ogni partito (apprezziamo che a Mantova siano quattro e non due), ogni associazione, ogni cittadino. Siamo per vivere insieme questa importante e difficile esperienza, ognuno con le sue diversità, ma anche con l’umiltà del confronto, convinti che nessuno è proprietario del bene assoluto. Noi donne, che abbiamo avviato questo cammino, vogliamo farlo insieme con tutte le donne che condividono gli stessi nostri obiettivi finali; con tutte le altre associazioni nate prima di noi e che eventualmente nasceranno; con i partiti già impegnati; con quelli che auspichiamo si impegneranno; con tutti i cittadini che vorranno dare un contributo al progetto del Partito Democratico ;
g) siamo quindi disponibili al lavoro insieme con tutte le altre associazioni e con le forze politiche, sociali e civili che a Mantova già sono in movimento e alle molte che si aggiungeranno.
Oltrepò e Oglio-Po: Grazia Badari, Anna Messori, Manuela Mazzocchi, Maria Rosa Sanfelici, Tiziana Gualtieri, Renata Baroni, Federica Fiorini, Chiara Azzoni, Mila Buraschi, Viviana Stagni, Lidia Culpo, Eria Sogliani, Giovanna Olivini, Rossana Lucini;
Alto Mantovano e Medio Mantovano: Caterina Ferrari, Elide Stancari, Dina Vignoni, Maddalena Rossi, Anna Padovan, Paola Buganza, Maria Lucia Bazzani, Amalia Tedoldi, Margherita Caiola, Lorenza Canova, Carla Rebecchi, Ornella De Battisti, Nadia Scaravelli, Camilla Pasetto.
Mantova, 24 giugno 2007