> MANTOVA VERSO IL PARTITO DEMOCRATICO <

 

"Il passaggio dall'Ulivo al Partito Democratico è un progetto politico o uno scherzo?  

 

"Il passaggio dall'Ulivo al Partito Democratico è un progetto politico o uno scherzo?"

Questa è la domanda.

E vale anche per Mantova. Dove finora, dopo le positive elezioni provinciali, non si rileva alcuna conseguente novità rispetto a quella impegnativa domanda. C'è il sentore delle cose di sempre anche tra chi ha assunto la radicalità dell'impegno suggestivo e difficile del nuovo soggetto politico riformatore. Andrebbero evitati i balletti usuali tra partiti o pezzi di partiti e imboccata davvero la via unitaria dell'Ulivo, così almeno come è stata presentata agli elettori. Ma di questo non vi è traccia. Traccia imperterrita c'è invece del frazionamento delle aspirazioni e delle politiche secondo gli schemi arcinoti della frammentazione, spesso camuffata con gli appelli alle identità distintive.

Il nuovo soggetto politico non è la sempre nuova somma di vecchi soggetti e vecchi oggetti!

Ci sarebbe invece ora la concreta occasione di ricomporre in avanti le questioni aperte, anche per il Comune capoluogo, risolvendole in una proposta politica alta che le superi, non certo eludendole, ma certamente dando loro nuova rappresentazione.

Il dialogo con il riconfermato Presidente della Provincia e con gli altri partiti del centro sinistra dovrebbe essere tenuto unitariamente da chi unitariamente ha sostenuto davanti all'elettorato la proposta politica e la lista unitarie. Il rischio, che per la verità già qua e là prende vistosamente corpo, è che si muovano i singoli partiti in ordine sparso.

Non si dovrebbe dar gradualmente ma sinceramente voce politica unitaria al fatto nuovo? Alla ricomposizione unitaria di quanto rappresentano i ds, i dl, i repubblicani europei, i federalisti europei? O per meglio dire le culture aperte della sinistra democratica e riformista, e delle tradizioni e delle nuove proposte riformatrici: liberal democratiche, cattolico democratiche, ambientaliste? Il rischio reale del proliferare delle richieste e delle politiche sconcerterebbe tutti, tranne gli addetti ai compiti di routine, che in verità parevano esclusi.

Personalmente confermo che gli impegni elettorali, quindi la sostanza del vincolo democratico, ci collegano al soggetto politico nuovo, con una sua dialettica interna, ma con una conseguente e chiara proposta politica; sono personalmente per un gruppo consigliare "unico e forte". Mi permetto di proporre, proprio ora, la realizzazione di un gruppo unico Ulivo- Partito Democratico anche in Comune. Cogliendo l'occasione del dibattito in corso dopo le Provinciali; non per legare e vincolare reciprocamente i due processi, bensì dando all'autonomo percorso dell'uno e dell'altro l'arricchimento di un complessivo clima di impegnativa e alta riflessione politica.

In Comune si era creata, positivamente, una lista unitaria che doveva essere antesignana della evoluzione di prospettiva e che ha invece palesato la deriva di premesse irrisolte. Un'iniziativa forte, irrobustita dai naturali chiarimenti, riprenderebbe la premessa virtuosa di un oltre decennale proposito.

In più quella lista in Comune, positivamente, comprendeva i socialisti. L'iniziativa che ora mi son sentito di proporre sarebbe anche una via che consentirebbe di riprendere quel dialogo interrotto in vista del movimento unitario riformatore.

Un soggetto politico Ulivo-Partito Democratico, saprebbe inoltre dare più equilibrio e competitività all'intero centro sinistra e, nella sua caratterizzazione distintiva, sarebbe anche più chiaro, rispettoso e autorevole nei confronti degli alleati con posizioni di sinistra e ambientaliste più rimarcate".

Antonino Zaniboni

3 Maggio 2006