> MANTOVA VERSO IL PARTITO DEMOCRATICO <

 

Un Pd che apra alle donne e al confronto tra le idee

 

E' stato importante partecipare alla Festa dell’Unità regionale di Suzzara per ascoltare le proposte di alcuni politici come il veltroniano Franceschini, il leader Fassino, il filosofo Cacciari e il pragmatico Bersani.
Ecco era finalmente enunciato quello che aspettavo di sentire da tempo!
Per me consigliera indipendente di sinistra, donna, vuol dire iniziare a discutere di alcune problematiche fondamentali: si parla di quote rosa come riconoscimento della necessità (indotta o meno) di avere un numero pari al 50 per cento di donne in politica, quindi senza fare demagogia, mi sembra doveroso cogliere questa opportunità che permette a noi donne di vedere riconosciuta la nostra rappresentanza.
I passaggi successivi potranno essere a questo punto:
- affrontare il problema della violenza sulle donne (legislazione adeguata per tale reato);
- privilegiare la parte politica femminile perché incida in maniera significativa sulla legge relativa alla procreazione assistita;
- favorire le donne che ne hanno le capacità a ricoprire maggiormente ruoli di responsabilità;
- incentivare le imprese perché al loro interno assumano più donne.
Questi problemi politici vanno risolti con leggi votate ed approvate dal parlamento, così successivamente la società e la cultura (anche maschile) cominceranno ad adeguarsi.
Alcune svolte politiche hanno bisogno di partire con azioni di «forza» perché il consenso pubblico inizi il suo percorso.
Tante sono le tematiche su cui il Partito democratico dovrà incidere con proposte e idee: i rapporti tra politica e scienza e tra politica e famiglia, il problema del governo democratico del mondo (globalizzazione), il confronto laico nell’ambito politico, per citare i problemi più urgenti.
Ma quello che considero innovativo è la formazione di un partito in cui diventa fondamentale l’indipendenza e il confronto delle idee che si potrà realizzare tramite l’allargamento della base politica (autonomia regionale, territoriale) verso altri soggetti.
Questa apertura della base comporta un’operazione di revisione delle strutture partitiche attuali e delle cariche gerarchizzate, richiedendo a chi ricopre ruoli politici di rappresentarsi in primis per le proprie idee.
Spero che le considerazioni sopraccitate non rimangano utopia soprattutto per quei giovani ormai demotivati dalla politica attuale che intravedono nel Pd uno spazio in cui potersi finalmente riconoscere.<

Elda Bisi
Consigliera indipendente di maggioranza presso il Comune di Pegognaga

Mantova, 22 agosto 2007